C’è grande attesa sul cosiddetto “iPhone” dell’intelligenza artificiale. Un device da poche centinaia di euro che ci porterà nelle tasche (o nella mano) l’enorme capacità di calcolo di modelli di AI Generativa conversazionale come ChatGPT. E siccome non possiamo spiare nelle carte di Sir Jony Ive (il designer dell’iPhone e dell’Apple Watch) che lavora su incarico di Sam Altman usando un bel miliardo di dollari investito da SoftBank, andiamo a conoscere Rabbit.    

Il dispositivo è progettato da Teenage Engineering.

Le principali specifiche: è alto circa 7,6 cm, pesa 115 grammi: circa due terzi dell’iPhone 15. Ha uno schermo da 2,88 pollici, funziona con un processore MediaTek MT6765 da 2,3 GHz e ha 128 giga di spazio di archiviazione e quattro Giga di RAM. 

Sulla parte posteriore è allocato un altoparlante, possiede due microfoni nella parte superiore e uno slot per scheda SIM sul lato proprio accanto alla porta di ricarica USB-C. Non potere scegliere il colore, ha una sola tonalità che in azienda chiamano “leuchtorange” traducibile in “arancio brillante” o “arancio luminoso”. 

La fotocamera dell’R1 si trova in uno spazio ritagliato sul lato destro del dispositivo, dove può ruotare l’obiettivo per guardare sia verso chi lo usa che lontano verso l’esterno.

Risponde con una modesta velocità alle domande. Sa molto di sport, conosce i ristoranti della zona dove lo usate. Tra pregi vari, ci sono anche limiti che vanno segnalati. 

Non può inviare e-mail né creare fogli di calcolo. Collegato a Spotify trova brani richiesti ma non offre le playlist personali. Anche nella ricerca dei brani ha delle strane allucinazioni.

L’altoparlante ha una qualità piuttosto bassa anche se confrontata ad uno smartphone Android da 300 euro. Non scatta foto e non registra video. Però con la funzione Vision utilizza la fotocamera per identificare intorno a te.


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