Oréal ha creato delle linee guide da utilizzare quando le sue agenzie di comunicazione
Generano immagini con modelli di AIG. “Real Beauty Prompt Guidelines” il cui obiettivo è non generare immagini stereotipate per i suoi prodotti dedicati alla pelle e ai capelli. Le indicazioni servono a fornire ai modelli di AIG delle indicazioni (“prompt”) che producano risultati che rappresentino una bellezza realistica.
Anche un altro grande brand come Dove ha annunciato la sua politica rispetto all’Intelligenza Artificiale Generativa: “Impegnarsi a non utilizzare mai l’intelligenza artificiale nelle nostre comunicazioni è solo un passo. Non ci fermeremo finché la bellezza non sarà fonte di felicità, non di ansia, per ogni donna e ragazza”, dichiarata Alessandro Manfredi, Chief Marketing Officer di Dove.
Quello che Oréal vieta in maniera categorica è usare le immagini generate da AIG per rappresentare immagini di capelli o rappresentare le tonalità della pelle.
Queste limitazioni non frenano l’interesse continuo del marchio francese rispetto alle innovazioni tecnologiche. Basti pensare a Modiface messo a disposizione dei clienti per provare i prodotti in modalità virtuale, oppure a Beauty Genius, l’assistente AIG addestrato su migliaia di immagini, prodotti e conversazioni tra clienti ed esperti di beauty.
Dove, il marchio della Unilever, che ha posizionato i suoi prodotti sulle “donne reali” già qualche anno fa, si impegna adesso pubblicamente non introdurre immagini stereotipate con un esperimento interessante. E’ stato chiesto ad un modello di AIG di creare l’immagine della donna più bella del mondo. Si è composta l’immagine di una donna bionda, magra, con gli occhi chiari. Un caso palese di baias, pregiudizi che gli addestratori hanno introdotto istruendo il modello.
Lego il leader dei mattoncini ha avuto un problema con le immagini di Lego Ninjago un test che ha utilizzato immagini AIG molto criticate online. Così l’azienda ha dichiarato che utilizzerà questi modelli per migliorare i processi interni ma si baserà solo ed esclusivamente ad opere di artisti e umani.
H&M non utilizza l’intelligenza artificiale generativa per la produzione di contenuti negli annunci pubblicitari, né per scopi di marketing. Il marchio ha riconosciuto il crescente interesse per la tecnologia, ma ha citato la necessità di linee guida etiche sul suo ruolo nella pubblicità da soddisfare innanzitutto.
Sebbene H&M stia adottando un approccio più cauto, utilizza l’intelligenza artificiale generativa per uno strumento di creazione di merchandise personalizzato. Questa modalità di merchandise consente ai clienti di produrre opere d’arte generate dall’intelligenza artificiale su capi di abbigliamento che possono poi acquistare. Il marchio ha inoltre affermato che l’intelligenza artificiale svolgerà un ruolo importante nell’aiutarlo a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità entro il 2040.





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